LeQuaal

Tractatus Logicus Taedii

§1 Il mondo è la totalità della noia e del suo innominabile contrario. Ci siamo beccati la guerra nella testa.

§1.1 La noia è l’igiene del mondo, con tutte le sue arrese e resistenze. Sono al supermercato - non devo comprare nulla. Le carote, forse. Ci si può addormentare in piedi avendo un attacco di panico, circondato da taralli e fette biscottate? Sul serio, chiedetevelo.

§1.2 La noia è una piega perché ogni parola, ogni estetica festeggia la sua supremazia per molto poco. Tutto è ripiegato. Non esiste teoria della noia. Esempio: uno parla di noia ed è annoiato, scrive un testo che dovrebbe ricollegarsi al Tractatus di Wittgenstein e finisce per annoiarsi un po’ meno, vede però che certi collegamenti non c’entrano, altri sono troppo ottimisti, altri troppo pessimisti, nota che le parole hanno una loro passione circoscritta alla sua noia, noia che vorrebbe sublimare nonostante ogni tentativo di sublimarla è scarsamente libidico perché anche la coscienza si ripiega su se stessa; allora decide di scrivere questo problema di scrittura rischiando di annoiare tutti già al punto 1.2.

§2 Sono sul divano. BOOM. Immagine dialettica. Magari.

§2.1 Noia - Mortale. La noia non è uno scherzo. Notare che le persone si uccidono dalla noia. Sarebbe possibile, come diceva D. F. Wallace, intrecciarsi così dentro alla noia da avere un’estasi? In ogni caso le persone più annoiate hanno qualcosa dell’eroico. All’interno facciamo più rumore noi che una battaglia, semplicemente esistendo.

§2.2 L’immagine dialettica è una crisi, ma non ha contenuto intelligibile nella noia (eternità priva di contenuto è la noia, istante sconosciuto è l’immagine dialettica) -> ne consegue che ogni attacco di panico ha un referente non conoscibile. Perché mi batte il cuore?

§2.2.1 Un attacco di panico può essere noioso, può non essere ironico e può anche rimanere nascosto. La noia è così più o meno: immagini dialettiche sotto forma di attacchi di panico invisibili e intangibili che possono verificarsi in qualunque circostanza, cosicché una persona annoiata si chiede domande senza risposte.

§2.3 La noia rende le persone incoscienti, una volta uscite, se escono. Perché uscire dalla piega autoriferita della coscienza comporta un raptus di qualche tipo, un radicamento opposto, un adesso-mi-voglio-solo-divertire.

§3 La noia è la mia più grande salvezza. Dio me ne scampi.

§3.1 Sono un tossicodipendente. Oltre che dalla nicotina dalla lettura, inutile spiegare quale delle due sia peggio. Una ha anche dei lati positivi.

§3.2 Sono un tossicodipendente. Oltre che dalla nicotina e dalla lettura dalla noia.

§4 La persona non è detto che esca dalla noia, che è il trauma del vuoto. Noia non equivale a solipsismo, noia non equivale a noluntas. La noia non è un luogo qualunque, è più che altro una cornice o la possibilità di essa, è un posto di ricominciamento. La noia è casa.

§4.1 Per combattere la noia serve una buona costellazione e dell’improvvisazione, chi è bravo ad improvvisare è un buon soldato. Cosa significa uscire dalla noia?

§4.1.1 L’improvvisazione è la capacità del corpo di imparare la noia, di subirla e di riproporla.

§4.1.2 L’improvvisazione è il riconoscimento della sconfitta contro la noia. Ciò ti rende già una specie di vincitore.

§4.2 C’è una linea che non va oltrepassata, chi la oltrepassa entra in un mondo di infinita viscosità e agghiaccianti torture.

§5 L’opposto della noia: coinvolgimento? Intensità? Scarterei l’ultima. Coinvolgimento con cosa? Con il mondo forse. Ma anche la noia sa essere molto coinvolgente nella sua autoreferenzialità.

§6 Tu mi annoi. Viene da “in odio”, nel parlato diventa “inodio”, “inodiare” -> “nodiare” -> “noiare”. La noia ha perso il suo odio? Non credo proprio.

§6.1 Sono sul letto. Il corpo è diviso e tutto unito, tutto sommato. Baia del silenzio. Dalla noia nascono cose incredibili, ritorna qua. Ma devi uscirne. Il mio odio rientra dentro di me, o ne esco risentito o ne esco suicida o ne esco e basta.

§7 Se sei immune alla noia non c’è letteralmente nulla che tu non possa fare, dato che è l’incantesimo più fondamentale. Essere stanchi di tutto. Ma mi sembra che Wallace esageri, essere immuni alla noia è preoccupante.

§7.1 Controllare se stessi nella noia è possibile, in quanto siamo ancora in una situazione. La noia è una situazione che tende all’assenza di situazione. La noia cronica non è una situazione.

§8 Vi racconterei della mia giornata ma vi tedierei. Al fondo di questa gigantesca calamita fatta di vermi e schifezze ci sta un grande terrore, l’assenza di distrazione. Vorrei insistere su una cosa: la noia è grave. Non è uno scherzo.

§8.1 La noia è l’epoché più crudele. I suoi rimedi, quando uno cerca un rimedio, sono sempre dentro alla stessa cornice. Puoi chiacchierare, scrollare, dormire, giocare, leggere quanto vuoi. Purtroppo non puoi uscire con la volontà da un meccanismo che ti rende la stessa volontà infelice. Serve altro.

§8.2 Nessuno ammazza il tempo, è vero il contrario.

§8.3 Taedet: noia, disgusto, stanchezza, fastidio, sazietà. Me vitae taedet. Dall’indoeuropeo *tai- / *taiH-, consumarsi.

§9 La noia ha in sé delle contraddizioni. Aspetta e vedrai.

§9.1 Marx potrebbe aver dato una risposta al problema della noia analizzando il problema dell’economia liberale. Entrambi autoreferenziali, entrambi totalizzanti, entrambi contraddittori, entrambi alienanti, entrambi una forma di attesa universale. Entrambi coimplicati. Non esisterebbe il neoliberalismo senza noia. Esisterebbe però la noia senza neoliberalismo.

§10 La noia non è male, se hai persone accanto. La noia comunitaria.

§11 Siamo tutti eroi siamo tutti asceti, finché non rendiamo la noia una cosa da cui scappare o un’estetica.

§12 Qua dentro c’è qualcosa. Ho brutti pensieri. Capisco bene quando mi annoio perché inizio a strapparmi i baffi con le mani, quando non avrò più i miei baffi vi farò un sorriso bello grande. Non strappatevi i baffi.

§13 Qua dentro c’è qualcosa. È importante che lo vediate. Più la noia è tenace più dovrete essere voi stessi pazienti come lei, non è un consiglio. Preferite sempre, se potete, l’odio per voi sopra l’odio per il mondo, per gli altri (e pure voi stessi), il risentimento è una malattia peggiore di ogni noia, è come una noia² asfissiante e cronica, questo sì è un suggerimento. Io ho avuto un grande culo, alcune persone non lo hanno e non possono permettersi di essere pazienti perché si alzano ogni mattina alle sette per controllare dei documenti, preparare la calce, mettersi dei guanti, ingoiare pasticche, ripulire lo stesso posto che hanno pulito il giorno prima, venire a patti con un licenziamento. E come cazzo dovresti fare ad essere paziente. Questa è una morale.

§14 Quattordici. Sei hai letto fino a qua non gettare la scala. Siamo tutti fratelli, siamo tutti cugini. Non c’è niente di ottimistico da prendere, veramente. Anzi forse è più la fine del mondo. Ma quante volte penso che è la fine del mondo? Il mondo va avanti con me dentro, nel bene o nel male, come un reparto gastronomia che invece di numeri sui biglietti ha linguaggi alieni con code lentissime. Scusate è che sono tornato al supermercato. Non voglio essere capriccioso, se c’è qualcosa da ricordarsi alla fine di tutto, per ricominciare, è che stiamo allevando qualcosa, saranno pure emicranie ma il punto è che stiamo allevando qualcosa che non può essere solo brutto, intendo dire che la noia è un allevamento e che è anche il contrario della noia, cioè la possibilità di attendere e forse forse fare qualcosa. Certo devi avere culo, ti deve dire bene che hai anche solo il tempo e le condizioni e l’età per dirti questa storiella. Ma le storielle non sono uno scherzo. La noia non è uno scherzo. Quindi ti conviene iniziare a urlare.

Buona fortuna.

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